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GIURISPRUDENZA

Cassazione penale, Sez. IV - Sentenza n. 27165 del 4 luglio 2016 -  RUOLO DEL CSE

La Quarta Sezione penale della Corte di Cassazione con la sentenza 27165, pronunciata all’udienza pubblica del 24/5/2016 ha annullato, con rinvio, la sentenza pronunciata il 29.1.2015 dalla Corte d'Appello di Firenze, la quale aveva rideterminato, in parziale riforma della sentenza del GUP del Tribunale di Firenze del 9.3.2010, la pena inizialmente inflitta ad una coordinatrice per la sicurezza in fase di esecuzione riconosciuta colpevole del delitto di cui agli artt. 113, 41 e 589 I, Il, III e IV comma in rel. all'art. 590 III comma C.P., perché, “nel corso dei lavori per la realizzazione del lotto 13 della variante di valico della autostrada Al Firenze-Bologna -Tratto toscano, appaltati.........
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Cassazione penale, Sez.  III  - Sentenza n.  15124  del  27  marzo 2017 -   OBBLIGHI IN TEMA DI APPALTI
“L'art. 26 D.Lgs. n. 81/2008, già solo per l'esistenza dell'affidamento a terzi di lavori nell'ambito dell'azienda (e non ha rilevanza la forma giuridica che il rapporto assume), pone in capo al committente l'obbligo di verificare l'idoneità professionale delle ditte affidatarie (lett. a), e quello di fornire ai datori di lavori esecutori dettagliate informazioni sui rischi specifici esistenti nell'ambiente in cui sono destinati ad operare e sulle misure di prevenzione e di emergenza .............
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GIURISPRUDENZA DELLA CORTE SUPREMA IN TEMA DI TUMORI PROFESSIONALI
Sei anni or sono, Cass. 13 dicembre 2010 n. 43786, celebre come “sentenza Cozzini”, sembrò segnare il declino della giurisprudenza della Corte Suprema in tema di tumori professionali. Ma successivamente numerose, e anche recenti, sentenze valsero a rincuorare (o a deludere) quegli operatori che dopo la sentenza Cozzini avevano temuto (o sperato) questo declino (per i riferimenti v. Guariniello, Il T.U. Sicurezza sul lavoro commentato con la giurisprudenza, ottava edizione, Wolter Kluver, Milano, 2016, 680 s.).
All’improvviso, una sentenza del 3 febbraio 2017 tenta.......................

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QUANDO IL DATORE DI LAVORO COMMITTENTE DEVE INFORMARE E FORMARE IL LAVORATORE DELLA DITTA APPALTATRICE
Secondo la Corte di Cassazione Civile è errato in punto di diritto affermare che la FFF S.r.l. non aveva obblighi di informazione e formazione sui rischi nei confronti del lavoratore infortunato per il solo fatto che quest’ultimo non era un suo dipendente. Infatti ai sensi sia dell’art. 2087 c.c. quanto dell'art. 7 del D. Lgs. n. 626/94 (applicabile ratione temporis all'infortunio in esame, occorso il XX.X.07), che disciplina l'affidamento di lavori in appalto all'interno dell'azienda, il committente nella cui disponibilità permanga l'ambiente di lavoro è obbligato ad adottare tutte le misure necessarie a tutelare l'integrità e la salute dei lavoratori, ancorché dipendenti dell'impresa appaltatrice, misure che consistono nel fornire adeguata informazione ai singoli lavoratori circa le situazioni di rischio ...............
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APPALTI PUBBLICI E PRIVATI: IL DOPPIO BINARIO NORMATIVO

Persistono le criticità dovute al doppio binario normativo in tema di sicurezza sul lavoro nei cantieri temporanei o mobili: da un lato, la legislazione generale in materia di sicurezza del lavoro (un tempo, il D.Lgs. n. 494/1996, oggi il D.Lgs. n. 81/2008); dall’altro, la legislazione specifica sugli appalti di opere pubbliche (in passato, la legge quadro in materia di lavori pubblici n. 109/1994 e il relativo regolamento di attuazione D.P.R. n. 554/1999; poi, il D.Lgs. n. 163/2006 contenente il codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, e il relativo regolamento di esecuzione e attuazione D.P.R. n. 207/2010). Due legislazioni purtroppo non sempre coerenti ............
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LA VALUTAZIONE DEI RISCHI: UN PROCESSO DINAMICO E CONTINUO

L’obbligo posto in capo al datore di lavoro che prevede la valutazione di tutti  i rischi (artt. 17, 28 e 29 del D.Lgs 81/08) non di rado viene percepito dal soggetto obbligato come un inutile adempimento formale.
In molti casi il documento di valutazione dei rischi finisce per rappresentare una fotografia istantanea della condizione aziendale, il cui obiettivo pare più orientato a dimostrare l’adempimento alla prescrizione normativa piuttosto che a costituire un documento di pianificazione per garantire la sicurezza dei lavoratori.
Per questo motivo in caso di infortunio sul lavoro, in molti casi, si deve registrare che il documento di valutazione dei rischi non esamina............

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R.S.P.P. ED INFORTUNIO SUL LAVORO

Non sempre la Sezione IV della Corte di Cassazione impartisce agli operatori insegnamenti persuasivi nel settore della sicurezza del lavoro. È quel che accade nel drammatico caso affrontato dalla sentenza n.  30557 del 19 luglio 2016: nell’impianto di depurazione del comune di Mineo, all'interno del pozzetto di ricircolo dei fanghi, morirono sei operai, quattro dipendenti del comune e due di una s.r.l. incaricata di effettuare ...........

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